Autopubblicare non significa fare a meno di un editore. Significa diventarlo: prendersi in carico, da soli, i mestieri che una casa editrice distribuisce fra più persone — la correzione, la copertina, l'impaginazione, il codice ISBN, il deposito legale, il prezzo, la distribuzione, la promozione.
Nessuno di questi mestieri è fuori portata. Ma ciascuno in Italia ha regole precise, e la maggior parte delle delusioni nasce dall'averle ignorate, non dall'aver scritto male.
Le tre strade, e quanto costano davvero
Stampa su richiesta
Il libro viene prodotto solo dopo l'ordine. Nessun magazzino, nessun anticipo, margine per copia più basso. È la via predefinita oggi e l'unica in cui sbagliare non si paga in scatoloni fermi in garage.
Solo digitale
Un file EPUB distribuito sulle piattaforme. Costo di produzione nullo e margine più alto, ma un mercato dell'ebook che in Italia resta una quota minore rispetto ai paesi anglosassoni. Ottimo complemento, raramente un piano completo da solo.
Editoria a pagamento
Paghi una struttura per stampare una tiratura. È qui che si annidano le sorprese: contratti che promettono la libreria senza organizzarla, copie a tuo carico, diritti ceduti per anni. Prima di ogni altra cosa leggi la clausola sulla distribuzione e la durata della cessione.
Che cosa ti chiede la legge italiana
Pubblicando per conto proprio si diventa editore anche dal punto di vista giuridico, con gli obblighi relativi. Sono pochi e si sbrigano in fretta, ma non sono facoltativi.
Il codice ISBN. In Italia viene assegnato dall'Agenzia ISBN e identifica il libro lungo tutta la filiera. L'ISBN gratuito fornito da una piattaforma funziona, ma indica quella piattaforma come editore; un codice intestato a te ti lascia libero di cambiare fornitore senza cambiare identificativo.
Il deposito legale. Ogni pubblicazione diffusa in Italia va depositata secondo la normativa vigente, presso le biblioteche nazionali e quella del territorio di stampa. È un obbligo dell'editore, quindi tuo, e iscrive stabilmente il titolo nel catalogo nazionale.
Lo sconto massimo. La normativa italiana sul prezzo dei libri limita gli sconti praticabili al pubblico e regola le campagne promozionali. Fissi tu il prezzo di copertina, ma non puoi svendere il libro su un canale e tenerlo a prezzo pieno altrove.
Inquadramento fiscale. I compensi da diritto d'autore hanno un trattamento fiscale proprio, diverso da quello di un'attività d'impresa. Appena le vendite diventano continuative, un'ora con un commercialista costa meno di una regolarizzazione due anni dopo.
Le tre voci su cui non conviene risparmiare
Un libro autopubblicato viene giudicato in pochi secondi su segnali che con il testo non hanno nulla a che fare. Tre di questi decidono quasi tutto.
La correzione di bozze
È l'unica voce la cui assenza si vede dalla prima pagina. Il proprio testo non si corregge da soli: si legge quello che si voleva scrivere.
La copertina
Deve dire prima di tutto il genere ed essere leggibile in una miniatura grande come un francobollo. Una copertina che non segnala lo scaffale allontana i lettori a cui il libro sarebbe piaciuto.
L'impaginazione
Margini, sillabazione, righe vedove e orfane: è ciò che distingue a occhio nudo un libro da un documento stampato, prima ancora di leggere una riga.
Il giorno dell'uscita non è il traguardo
Un libro autopubblicato non si vende il giorno della pubblicazione: si vende nell'arco di mesi, man mano che le recensioni si accumulano e i lettori lo trovano. È una differenza di ritmo rispetto all'editoria tradizionale, dove la novità ha poche settimane per esistere in libreria.
Questo cambia la strategia: vale più un lavoro costante e modesto — rispondere ai lettori, cercare recensioni, tenere una pagina, preparare il libro successivo — che uno sforzo concentrato sulla settimana di lancio. Lo strumento di vendita più efficace per un primo romanzo autopubblicato resta il secondo.
Se il manoscritto non è ancora chiuso, il problema viene prima: scrivere un romanzo senza fermarsi a metà. E prima di pubblicare qualunque cosa, editing e revisione spiega che cosa va sistemato e in quale ordine.
Dal manoscritto al file che la piattaforma richiede
Writer Atlas tiene tutto il libro in un unico albero di documenti — capitoli, note, personaggi — e lo esporta in DOCX, PDF o EPUB dallo stesso testo, senza rifare l'impaginazione a ogni formato. Il lavoro si sincronizza fra web, applicazione desktop e telefono, e la cronologia delle versioni permette di riportare un capitolo a uno stato precedente.
Domande frequenti
L'ISBN è obbligatorio per autopubblicare?
Non è imposto dalla legge, ma nei fatti lo è: senza ISBN il libro non può essere ordinato dalle librerie né comparire nelle banche dati del settore. Si richiede all'Agenzia ISBN a nome dell'editore, che in questo caso sei tu.
Posso vendere il libro a prezzi diversi su canali diversi?
Il prezzo di copertina lo stabilisci tu, ma la normativa italiana limita gli sconti praticabili al pubblico e le promozioni. In pratica il prezzo effettivo resta allineato su tutti i canali, comprese le vendite che gestisci direttamente.
Un libro autopubblicato può arrivare in libreria?
A livello locale sì, in conto deposito, parlando con i librai indipendenti della tua zona. Una presenza a scaffale su scala nazionale richiede un distributore e un promotore, che per un titolo singolo restano fuori portata.
Autopubblicare chiude le porte a un editore?
No, se resti titolare dei diritti. Un titolo autopubblicato che ha trovato lettori è anzi un argomento a favore. Diverso il caso di un contratto a pagamento che cede i diritti per anni: quello blocca davvero ogni ripubblicazione.
Quanto budget serve per il primo titolo?
La parte principale va alla correzione di bozze professionale e alla copertina; con la stampa su richiesta non serve alcun anticipo di produzione. Qualsiasi spesa fatta altrove prima di aver coperto queste due voci è una spesa mal fatta.